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Itinerari tra Signorie

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Quando le nobili famiglie segnarono Piacenza: i Farnese e i Borbone (PC)

La città assunse una propria caratterizzazione al tempo delle Signorie grazie all’edificazione di Palazzo di Farnese, avvenuta per volontà di Margherita d’Austria, lì dove sorgeva la Cittadella Viscontea, in parte ancor oggi visibile. Ricco di richiami al Palazzo Farnese romano, colpisce del piacentino la ricchezza di finestre, finalizzato a immaginare un ricco numero di stanze all’interno. Raggiunta Piazza Cavalli, sono presenti e di rilievo i Monumenti equestri farnesiani e l’esterno del Palazzo del Governatore. Interessante la passeggiata tra i palazzi nobiliari del centro storico e la visita alle chiese rinascimentali di Santa Maria di Campagna e San Sisto, nonché al Collegio Alberoni, comprendente la Biblioteca, l’appartamento del Cardinale, con il celebre “Ecce Homo” di Antonello da Messina, e la pinacoteca.

Maria Luigia d'Austria per Parma (PR)

Il Palazzo della Pilotta era luogo di servizio della corte annesso al Palazzo Ducale e costruito insieme al cosiddetto Corridore, su progetto di Francesco Paciotto, a partire da 1583. Il Palazzo Ducale, voluto da Ottavio Farnese nel 1561 fu costruito su progetto del Vignola accanto ai nuovi giardini ducali. Il Museo Glauco Lombardi raccoglie testimonianze storiche e artistiche, in particolare su Maria Luigia e Napoleone Bonaparte. Costruito tra il 1821-29 sempre per volontà di Maria Luigia, il Teatro Regio è tutt’oggi legato all’opera verdiana. Il Palazzetto Eucherio Sanvitale è circondato da un giardino rinascimentale all’italiana. Di grande interesse infine è l’Orto Botanico dove sono percorribili interessanti percorsi didattici (tra gli altri, si segnalano il Percorso nel Parco Ducale di Parma e quello nel Parco di Colorno).

Modena alla corte degli Estensi (MO)

L’itinerario estense ha inizio con il Palazzo Ducale di Modena (oggi sede dell’Accademia Militare), illustre esempio di architettura civile settecentesca. La vicina Palazzina Vigarani rappresentava il luogo di divertimento della corte. L'Orto Botanico, annesso alla Palazzina fu costituito nel 1758 grazie a Francesco III d’Este, il quale dispose che una parte del Giardino Ducale fosse destinata alla "dimostrazione" delle piante medicinali. Nella Biblioteca Estense si conserva la collezione libraria degli Estensi. La Galleria Estense conserva dipinti, disegni, oggetti, bronzi e medaglie della famiglia ducale a testimonianza dei molteplici interessi culturali. La visita del Palazzo Ducale di Sassuolo, si svolge attraverso un percorso fra le sale affrescate dell’appartamento della Duchessa, del Duca e dell’appartamento Stuccato, con le raffigurazioni pittoresche opere di Jean Baulanger, allievo di Guido Reni e di un gruppo di pittori quadraturisti.

Il Castello Estense immagine e sostanza di una città: Ferrara (FE)

Costruito per volere di Niccolò II d’Este a partire dal 1385 come fortezza difensiva, il Castello Estense si trasformò nei due secoli successivi in uno splendido palazzo di corte. Si visitano gli ambienti delle cucine, le prigioni e le grandi sale affrescate del piano nobile, terrazzi ornati di balaustre e una cappella. Si prosegue la visita con Palazzo Schifanoia, il cui nome deriva dal motto "schivar la noia". Costruito per volere di Alberto d’Este a partire dalla fine del Trecento, fu più tardi trasformato e ampliato. Al piano nobile, nel Salone dei Mesi, si trova uno dei cicli d’affreschi più importanti del XV secolo in Italia, opera collettiva di molti pittori. Il grande ambiente è decorato con rappresentazioni di divinità pagane circondate da scene mitologiche e di vita quotidiana, segni dello zodiaco occidentale e figurazioni delle attività umane.

Forlì tra rocche e signorie (FC)

Il percorso forlivese ha inizio con la visita della Rocca di Ravaldino, il cui nome deriva dall’antico rivellino. La struttura, i cui lavori di edificazione iniziarono nella seconda metà del sec. XIV, venne trasformata ed ampliata, a partire dal 1471, da Pino III Ordelaffi, signore di Forlì, che affidò il progetto e i lavori relativi a Maestro Giorgio, architetto fiorentino collaboratore del più celebre Francesco di Giorgio Martini. All’inizio del sec. XVI, con l’incorporamento di Forlì nello Stato Pontificio, la Rocca perse la sua funzione militare. Cuore della città è Piazza Aurelio Saffi, su cui si affacciano imponenti palazzi ricchi di storia e la romanica Abbazia di San Mercuriale, col campanile e il chiostro. Un intero lato della piazza è occupato dal Palazzo Comunale. Il nucleo originario è documentato già nel ‘200 come sede del potere civile. L’edificio fu progressivamente modificato ed ampliato dai detentori del potere politico (gli Ordelaffi prima, i Riario-Sforza poi, i legati pontifici infine), assumendo l’assetto definitivo attorno al 1826.

Rimini signoria dei Malatesta (RN)

Le tracce legate alla Signoria dei Malatesta rappresentano la caratteristica dell’intera provincia. Nel capoluogo, di Castel Sismon-do, fatto costruire nel Quattrocento da Sigismondo Pandolfo Malatesta, resta il nucleo centrale. Il Tempio Malatestiano, autentico gioiello del Rinascimento italiano, voluto da Sigismondo Malatesta attorno alla metà del XIV secolo, trovò in Leon Battista Alberti colui che tradusse in quelle strutture i più nobili canoni del classicismo. Al suo interno un crocifisso di Giotto, un affresco di Piero della Francesca, i sepolcri di Sigismondo e Isotta, l'Arca degli Antenati e una grande tela del Vasari. Le tracce malatestiane in provincia sono numerosissime e di esse di particolare rilevanza sono le Rocche di Santarcangelo di Romagna e di Verucchio e i castelli di Montefiore Conca e Montegridolfo.

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